Art. 71.
                    Obblighi del datore di lavoro

  1.  Il  datore  di  lavoro  mette  a  disposizione  dei  lavoratori
attrezzature  conformi  ai  requisiti di cui all'articolo precedente,
idonee  ai  fini  della  salute  e  sicurezza e adeguate al lavoro da
svolgere  o  adattate  a  tali  scopi  che  devono  essere utilizzate
conformemente  alle  disposizioni  legislative  di  recepimento delle
direttive comunitarie.
  2. All'atto della scelta delle attrezzature di lavoro, il datore di
lavoro prende in considerazione:
    a) le  condizioni  e  le caratteristiche specifiche del lavoro da
svolgere;
    b) i rischi presenti nell'ambiente di lavoro;
    c) i rischi derivanti dall'impiego delle attrezzature stesse;
    d) i  rischi  derivanti da interferenze con le altre attrezzature
gia' in uso.
  3.  Il  datore  di  lavoro,  al  fine di ridurre al minimo i rischi
connessi  all'uso  delle  attrezzature  di  lavoro e per impedire che
dette attrezzature possano essere utilizzate per operazioni e secondo
condizioni  per  le  quali  non  sono  adatte, adotta adeguate misure
tecniche ed organizzative, tra le quali quelle dell'allegato VI.
  4. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinche':
    a) le attrezzature di lavoro siano:
      1)  installate  ed  utilizzate  in  conformita' alle istruzioni
d'uso;
      2)  oggetto  di  idonea  manutenzione  al fine di garantire nel
tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza di cui all'articolo 70
e  siano  corredate,  ove  necessario, da apposite istruzioni d'uso e
libretto di manutenzione;
      3)  assoggettate  alle  misure  di  aggiornamento dei requisiti
minimi   di   sicurezza   stabilite   con   specifico   provvedimento
regolamentare   adottato   in  relazione  alle  prescrizioni  di  cui
all'articolo 18, comma 1, lettera z);
    b) siano  curati  la  tenuta  e  l'aggiornamento  del registro di
controllo delle attrezzature di lavoro per cui lo stesso e' previsto.
  5.   Le   modifiche   apportate   alle   macchine   quali  definite
all'articolo 1,  comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica
24 luglio  1996,  n.  459, per migliorarne le condizioni di sicurezza
non  configurano  immissione  sul  mercato  ai sensi dell'articolo 1,
comma 3,  secondo  periodo, sempre che non comportino modifiche delle
modalita' di utilizzo e delle prestazioni previste dal costruttore.
  6.  Il  datore  di  lavoro prende le misure necessarie affinche' il
posto  di  lavoro  e  la posizione dei lavoratori durante l'uso delle
attrezzature  presentino  requisiti  di  sicurezza  e  rispondano  ai
principi dell'ergonomia.
  7.   Qualora   le  attrezzature  richiedano  per  il  loro  impiego
conoscenze  o responsabilita' particolari in relazione ai loro rischi
specifici, il datore di lavoro prende le misure necessarie affinche':
    a) l'uso  dell'attrezzatura di lavoro sia riservato ai lavoratori
allo  scopo incaricati che abbiano ricevuto una formazione adeguata e
specifica;
    b) in  caso  di  riparazione, di trasformazione o manutenzione, i
lavoratori  interessati  siano  qualificati  in maniera specifica per
svolgere detti compiti.
  8.  Fermo  restando quanto disposto al comma 4, il datore di lavoro
provvede affinche':
    1)  le  attrezzature  di  lavoro  la  cui sicurezza dipende dalle
condizioni  di installazione siano sottoposte a un controllo iniziale
(dopo  l'installazione  e  prima  della  messa  in esercizio) e ad un
controllo  dopo  ogni  montaggio  in un nuovo cantiere o in una nuova
localita'   di  impianto,  al  fine  di  assicurarne  l'installazione
corretta e il buon funzionamento;
    2)  le  attrezzature  soggette  a  influssi che possono provocare
deterioramenti  suscettibili  di dare origine a situazioni pericolose
siano sottoposte:
      1. a  controlli  periodici, secondo frequenze stabilite in base
alle indicazioni fornite dai fabbricanti, ovvero dalle norme di buona
tecnica,  o  in  assenza  di  queste ultime, desumibili dai codici di
buona prassi;
      2. a   controlli   straordinari   al   fine   di  garantire  il
mantenimento  di  buone  condizioni  di  sicurezza,  ogni  volta  che
intervengano   eventi   eccezionali  che  possano  avere  conseguenze
pregiudizievoli  per la sicurezza delle attrezzature di lavoro, quali
riparazioni,  trasformazioni,  incidenti, fenomeni naturali o periodi
prolungati di inattivita';
    c) i  controlli  di  cui  alle  lettere a)  e b)  sono  volti  ad
assicurare  il  buono stato di conservazione e l'efficienza a fini di
sicurezza  delle attrezzature di lavoro e devono essere effettuati da
persona competente.
  9.  I  risultati  dei  controlli  di  cui  al comma 8 devono essere
riportati  per  iscritto  e,  almeno  quelli relativi agli ultimi tre
anni,  devono  essere conservati e tenuti a disposizione degli organi
di vigilanza.
  10. Qualora le attrezzature di lavoro di cui al comma 8 siano usate
al   di   fuori  della  sede  dell'unita'  produttiva  devono  essere
accompagnate  da  un  documento  attestante  l'esecuzione dell'ultimo
controllo con esito positivo.
  11.  Oltre  a  quanto  previsto  dal  comma 8,  il datore di lavoro
sottopone  le  attrezzature  di  lavoro  riportate  in allegato VII a
verifiche   periodiche,   con  la  frequenza  indicata  nel  medesimo
allegato.  La  prima di tali verifiche e' effettuata dall'ISPESL e le
successive  dalle  ASL.  Le  verifiche sono onerose e le spese per la
loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro.
  12.  Per l'effettuazione delle verifiche di cui al comma 11, le ASL
e  l'ISPESL  possono  avvalersi  del  supporto di soggetti pubblici o
privati   abilitati.  I  soggetti  privati  abilitati  acquistano  la
qualifica   di   incaricati   di   pubblico   servizio  e  rispondono
direttamente alla struttura pubblica titolare della funzione.
  13. Le modalita' di effettuazione delle verifiche periodiche di cui
all'allegato  VII,  nonche' i criteri per l'abilitazione dei soggetti
pubblici  o  privati  di  cui  al comma precedente sono stabiliti con
decreto  del  Ministro  del  lavoro  e della previdenza sociale e del
Ministro  della  salute,  sentita  la  Conferenza  permanente  per  i
rapporti  tra Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano,  da  adottarsi  entro  dodici  mesi dalla data di entrata in
vigore del presente decreto.
  14. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
sentiti  i Ministri della salute e dello sviluppo economico, d'intesa
con  la  Conferenza  permanente  per  i rapporti tra Stato, Regioni e
province  autonome  di  Trento  e di Bolzano e sentita la Commissione
consultiva  di  cui  all'articolo 6,  vengono  apportate le modifiche
all'allegato  VII  relativamente  all'elenco  delle  attrezzature  di
lavoro da sottoporre alle verifiche di cui al comma 11.

      


          
                      Note all'art. 71:
              - Il  testo  dell'art.  1, comma 2 del Presidente della
          Repubblica   24 luglio   1996,   n.  459  (Regolamento  per
          l'attuazione   delle   direttive   89/392/CEE,  91/368/CEE,
          93/44/CEE  e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento delle
          legislazioni degli Stati membri relative alle macchine), e'
          il seguente:
              «Art.  1  (Campo  di  applicazione  e  definizioni).  -
          1. (Omissis).
              2. Ai fini del presente regolamento, si intende per:
                a) macchina:
                  1)  un  insieme di pezzi o di organi, di cui almeno
          uno  mobile,  collegati tra loro, anche mediante attuatori,
          con  circuiti  di  comando  e di potenza o altri sistemi di
          collegamento,  connessi  solidalmente  per una applicazione
          ben  determinata,  segnatamente  per  la trasformazione, il
          trattamento,   lo   spostamento  o  il  condizionamento  di
          materiali;
                  2)  un insieme di macchine e di apparecchi che, per
          raggiungere  un  risultato  determinato,  sono  disposti  e
          comandati in modo da avere un funzionamento solidale;
                  3)  un'attrezzatura intercambiabile che modifica la
          funzione  di  una  macchina,  commercializzata  per  essere
          montata  su una macchina o su una serie di macchine diverse
          o  su  un trattore dall'operatore stesso, nei limiti in cui
          tale  attrezzatura  non  sia  un  pezzo  di  ricambio  o un
          utensile;
                b) componente di sicurezza:
                  un  componente,  purche'  non  sia  un'attrezzatura
          intercambiabile,  che  il  costruttore  o il suo mandatario
          stabilito  nell'Unione  europea  immette  sul  mercato allo
          scopo di assicurare, con la sua utilizzazione, una funzione
          di  sicurezza  e  il  cui  guasto  o  cattivo funzionamento
          pregiudica la sicurezza o la salute delle persone esposte.
              3. Si intende per immissione sul mercato la prima messa
          a  disposizione  sul  mercato dell'Unione europea, a titolo
          oneroso  o  gratuito, di una macchina o di un componente di
          sicurezza   per   la   sua   distribuzione  o  impiego.  Si
          considerano  altresi'  immessi sul mercato la macchina o il
          componente  di  sicurezza  messi  a  disposizione dopo aver
          subito modifiche costruttive non rientranti nella ordinaria
          o straordinaria manutenzione.
              4. Si intende per messa in servizio:
                a) la   prima  utilizzazione  della  macchina  o  del
          componente di sicurezza sul territorio dell'Unione europea;
                b) l'utilizzazione della macchina o del componente di
          sicurezza   costruiti   sulla   base   della   legislazione
          precedente  e  gia'  in  servizio  alla  data di entrata in
          vigore   del  presente  regolamento,  qualora  siano  stati
          assoggettati  a  variazioni delle modalita' di utilizzo non
          previste direttamente dal costruttore.
              5.  Sono esclusi dal campo di applicazione del presente
          regolamento:
                a) le  macchine  la  cui  unica  fonte di energia sia
          quella  prodotta  dalla forza umana direttamente applicata,
          ad  eccezione delle macchine per il sollevamento di carichi
          ovvero di persone;
                b) le  macchine  per uso medico destinate all'impiego
          diretto sul paziente;
                c) le   attrezzature   specifiche  per  i  parchi  di
          divertimento;
                d) le caldaie a vapore e i recipienti a pressione;
                e) le  macchine specificamente progettate o destinate
          ad  uso  nucleare  che,  se  difettose,  possono  provocare
          emissioni di radioattivita';
                f) le fonti radioattive incorporate in una macchina;
                g) le armi da fuoco;
                h) i serbatoi di immagazzinamento e le condutture per
          il  trasporto di benzina, gasolio per autotrazione, liquidi
          infiammabili e sostanze pericolose;
                i) i mezzi di trasporto aerei, stradali, ferroviari o
          per  via  d'acqua  destinati  unicamente  al  trasporto  di
          persone  e quelli destinati al trasporto delle merci per la
          sola  parte  inerente  la  funzione del trasporto. Non sono
          esclusi  dal campo di applicazione del presente regolamento
          i veicoli destinati all'industria estrattiva;
                l) le  navi  e  le unita' mobili offshore, nonche' le
          attrezzature destinate ad essere utilizzate a bordo di tali
          navi o unita';
                m) gli  impianti  a fune, comprese le funicolari, per
          il trasporto pubblico o non pubblico di persone;
                n) i  trattori agricoli e forestali quali definiti al
          paragrafo 1   dell'art.   1   della  direttiva  74/150/CEE,
          concernente  il  ravvicinamento  delle  legislazioni  degli
          Stati   membri   relative   all'omologazione  dei  trattori
          agricoli  o  forestali  a ruote, modificata da ultimo dalla
          direttiva 86/297/CEE;
                o) le macchine appositamente progettate e costruite a
          fini militari o di mantenimento dell'ordine;
                p) gli  ascensori  che  collegano  in modo permanente
          piani definiti di edifici e costruzioni mediante una cabina
          che  si  sposta  lungo  guide  rigide  la  cui inclinazione
          sull'orizzontale  e'  superiore  a  15  gradi, destinata al
          trasporto:
                  1) di persone;
                  2) di persone e cose;
                  3)  soltanto  di  cose se la cabina e' accessibile,
          ossia  se  una persona puo' penetrarvi senza difficolta', e
          attrezzata con elementi di comando situati al suo interno o
          alla portata di una persona che si trovi al suo interno;
                q) i  mezzi  destinati  al  trasporto  di persone che
          utilizzano veicoli a cremagliera;
                r) gli ascensori utilizzati nei pozzi delle miniere;
                s) gli elevatori di scenotecnica;
                t) gli  ascensori  da  cantiere  per  il trasporto di
          persone o di persone e materiale.
              6. Ai sensi dell'art. 20 della legge 16 aprile 1987, n.
          183, con decreto del Ministro dell'industria, del commercio
          e  dell'artigianato, di concerto con il Ministro del lavoro
          e  della previdenza sociale, sono adottate le modifiche del
          presente  regolamento  concernenti  modalita'  esecutive  e
          caratteristiche di ordine tecnico.».